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8 agosto 2007

FUORI PROGRAMMA

 

“La modifica della legge 40 non era prevista nel programma dell’Unione”. Poche ma sentite parole e la ministra Turco taglia corto sul problema esistenziale che spinge 4.000 italiani all’estero ogni anno per un intervento di procreazione assistita e spinge me, già madre di due figli, a due banali riflessioni.

 

a) Leggere sempre bene i programmi elettorali prima di votare. Magari quello che c’è scritto non viene mantenuto ma quello che non c’è scritto non c’è proprio.

b) Evitare il piddì come la peste: non si sono trovati d’accordo senza la Binetti e Rutelli, figuriamoci ora.

 

Avviso ai naviganti: dopo tanti anni di Pci, Pds e poi Ds sono senza partito. Se qualcuno fonda un partito dei diritti civili mi contatti, io ci sto.

 

Avviso ai politici di centrosinistra: sono sempre stata convinta, a volte anche contro l’evidenza dei fatti, che non avete mai rubato. Ora che però mi avete sottratto il partito e resa orfana di tessera, gentilmente gradirei avere alle prossime elezioni almeno una candidata che preveda, nel suo personalissimo programma, il pieno rispetto dei diritti civili. Di tutti i diritti civili, nessuno escluso. Per favore, non privatemi anche del diritto di voto. Chiedo solo una candidata da votare senza turarmi il naso, giusto per avere le mani libere e tenerci la matita.




permalink | inviato da sister il 8/8/2007 alle 19:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa

31 luglio 2007

IL TEMPO DI MELE

 

Non è luMimmu, in arte Cosimo Mele, che dovrebbe dimettersi da parlamentare. Sono i suoi elettori di Carovigno e Ostuni che dovrebbero dimettersi da elettori. Sarebbe carino, da parte loro, presentarsi in ordinata fila all’ufficio elettorale e, bravi bravini, riconsegnare le schede. Gente che vota un uomo che andava a giocare al casinò con i soldi delle tangenti e che per questo dalla poltrona di vicesindaco si ritrovò sulla branda del carcere, come ha potuto continuare a mietere consensi? È giusto dare il voto a sedici anni, ma sarebbe anche giusto toglierlo in caso di uso maldestro. Quanto alla signora che fa la prostituta e all’uso della coca perché mai dovrebbe interessarci? Solo in Paesi moralisti e bacchettoni come il nostro fare sesso con un paio di prostitute e drogarsi è più grave che prendere tangenti. Se droga e prostituzione fosse legalizzate, potremmo impiegare il nostro tempo a combattere la corruzione, riportare la legalità in un Paese purtroppo di nuovo democristiano, formare una classe politica capace e meno opportunista di quella attuale. Le notti hard di Cosimo Mele sono un problema suo e di sua moglie, la quale da perfetta democristiana non pare incazzata per il tradimento ma piange per la vergogna. Eh, signora mia, sapesse quante linguacce parlano di lei al bar e dal parrucchiere! Bocciata, infine, la proposta di Cesa di un supplemento di stipendio ai parlamentari per il ricongiungimento familiare: è meno costoso, per noi contribuenti, continuare a pagare le puttane ai nostri onorevoli.


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permalink | inviato da sister il 31/7/2007 alle 15:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa

18 novembre 2005

Sono stufa di fare la strega

Sì, lo so: tremate, tremate le streghe son tornate. C’ero, all’epoca. Per quanto il mio tasso di femminismo stia molto al di sotto di quello alcolico e se proprio mi dovessi definire mi descriverei con un unico aggettivo, “maschile”, ogni tanto tocca di fare la strega. E non è mai piacevole. Prendete questa storia dell’aborto. Che ci sarebbe stato un attacco su larga scala, e che sarebbe partito dalla Chiesa, l’abbiamo subito capito quando hanno messo mano alla fecondazione assistita, quando hanno messo il silenzio sul referendum (perso), quando hanno iniziato a discettare di pacs, quando il duo Doppia Erre (Rutelli&Ruini) hanno cominciato a far tremare le vene elettorali nei polsi dei vari Prodi, Fassino, Casini etc etc, Ora ci siamo. Consiglio a chi non l’abbia già fatto la lettura dell’intervista a Veronesi oggi su Repubblica. Consiglio anche un momento di autocoscienza a tutti, soprattutto alle donne – di sinistra e di destra – che questa battaglia l’hanno vinta tanti anni fa. Io, la mia idea, la esprimo da venti anni: l’aborto legale non si tocca. Se poi è possibile farlo con una pasticca invece che con un intervento chirurgico, tantomeno si tocca la RU486 o come si chiama.

SMETTIAMOLA DI PRENDERCI IN GIRO. L’aborto è sempre esistito, legalizzarlo ha significato togliersi le fette di prosciutto dagli occhi, niente di più. Prevenirlo è più figo, ne sono consapevole. Ma la vera prevenzione fin qui messa sul campo dalla ricerca medica e scientifica non è sufficiente. Invece del Viagra, dovevano inventare una pasticchino che seccava il seme, magari di scopata in scopata e non una volta per sempre. Prendete me: ho partecipato all’invenzione dei consultori, ho portato mia figlia dal ginecologo quando mi ha accennato al suo desiderio di scoprire l’universo maschile in senso lato, so tutto sulla contraccezione, ho due figli e ho abortito due volte. Sono mediamente colta, strainformata, determinata e faccio parte della schiera di quelle che gridavano in piazza “la fica è mia e me la gestisco io”. Allora, cari politici, cardinali, medici e cattolici: ditemi cosa dovrei fare, se non attendere l’arrivo della menopausa. La pillola mi è proibita, perché troppo vecchia e troppo fumatrice. La spirale, ormai, anche quelle hi-tech, come entrano nel raggio visuale di uno qualsiasi dei miei capillari vengono espulse al grido: “siamo stufi di sanguinare per te”. L’accoppiata diaframma+crema è buona giusto per chi ha le scopate programmate e una libido strafrenata oppure del tutto assente. Non resta che il buon, sano, preservativo. Che, a parte la disdicevole abitudine che ha di rompersi, infrattarsi nella vagina e rifiutarsi di uscire mentre il suo protetto è già fuori, mogio mogio, da una decina di minuti, non me lo posso infilare io.

ALLORA, dopo tanti anni e tanti discorsi inutili, abbiamo il coraggio di dire che, in taluni casi, l’aborto è anche prevenzione delle nascite non desiderate. Non voglio uno sfigato del Movimento per la Vita a farmi il pistolotto mentre sono in fila per farmi visitare dal mio ginecologo. Voglio una risposta efficiente, sicura ed economica. Me l’aspetterei dalla ricerca scientifica. Ma visto che parlano di aborto più i politici e i preti che non i medici, se il metodo contraccettivo sicuro me lo crea Ruini mi va bene lo stesso. Basta che non sia l’astinenza, perché quella già la pratico, mio malgrado, per conto mio.




permalink | inviato da il 18/11/2005 alle 20:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (30) | Versione per la stampa
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